martedì 21 aprile 2009

Esercitazioni nell’Esercito Italiano per i giornalisti e tecnici della comunicazione nelle aree di crisi

Pubblicato da Gloria Soresi


Fuoco dei cecchini e campi minati: un giornalista inglese ha partecipato alle esercitazioni con l’Esercito Italiano nell’ambito di un corso promosso dal World Food Programme Ampio servizio della BBC sui corsi per operatori in aree di crisi

La televisione inglese per eccellenza, la BBC, ha dedicato un lungo e dettagliato servizio alle attività di Peace Keeping condotte dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sotto la guida di Andreas de Guttry, Ordinario di Diritto Internazionale.

Il reporter che ha firmato il servizio, Jason Palmer, ha voluto provare di persona le esercitazioni in collaborazione con l’Esercito Italiano, nell’ambito del corso promosso dal World Food Programme al Sant’Anna e finanziato dalle Nazioni Unite e dalla Fondazione Vodafone, dedicato in particolare ai tecnici delle comunicazioni.

Nell’ambito delle operazioni di Peace Keeeping sono proprio i tecnici delle comunicazioni a risultare tra le figure più vulnerabili e di maggiore importanza per le attività che svolgono. Sono infatti loro, spesso, ad arrivare per primi nelle aree a rischio per ristabilire i contatti, prima ancora che arrivino gli uomini del soccorso.

Durante il corso gli allievi, come il reporter della tv inglese, hanno imparato a evitare il fuoco dei cecchini, a schivare le mine e sono stati istruiti sulle regole basilari da seguire in caso di rapimento.

Questa attività sul campo è stata ovviamente complementare rispetto a quella svolta in aula. La collaborazione dell’Esercito Italiano ha reso le esercitazioni pratiche particolarmente efficaci e realistiche.

Per raggiungere una notevole verosimiglianza con le operazioni in cui i tecnici delle comunicazioni saranno impegnati nelle aree di crisi, sono stati usati perfino proiettili a salve: così i partecipanti hanno anche imparato a gestire lo stress, oltre che ad affrontare le situazioni di pericolo nel modo migliore.

La presenza degli uomini dell’Esercito Italiano, la loro grande esperienza (riconosciuta a livello internazionale) e la loro costante attenzione nel tenere sotto controllo la situazione ha permesso che le esercitazioni, pur essendo state molto realistiche, si siano svolte in condizioni di massima sicurezza e senza alcun pericolo reale.

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