Copie false del Financial Times distribuite per le strade di Londra, Twitter, e massiccio uso di Google StreetView per pianificare proteste sorpresa.
Ecco le armi a disposizione dei gruppi anti G20 per manifestare il loro dissenso nei confronti dei leader del mondo che la prossima settimana si riuniranno nella capitale britannica per decidere un nuovo round di misure anti-crisi. Se il mondo cambia, dunque, cambiano anche i metodi per esprimere il dissenso. E nell’epoca del web 2.0 non è un caso che la rete diventi il mezzo migliore per ‘aggirare’ il sistema e permettere un’organizzazione orizzontale della protesta.


